# Le citazioni più famose di Sherlock Holmes (dai libri)

"Quando hai eliminato l'impossibile...", "Vedi, ma non osservi" e "Il gioco è in corso": i versi più noti di Sherlock Holmes così come li scrisse Arthur Conan Doyle, con il romanzo o la storia da cui ciascuno proviene.

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- 6 set 2020 · millie_brighton
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## Primi 14

1. **Una volta eliminato l'impossibile, ciò che rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità.** (6 · ▲6 ▼0) — Il segno dei quattro (1890).
2. **È un errore capitale teorizzare prima di avere i dati. Insensibilmente si comincia a distorcere i fatti per adattarli alle teorie, invece che le teorie per adattarle ai fatti.** (6 · ▲6 ▼0) — Uno scandalo in Boemia (1891).
3. **Il mio nome è Sherlock Holmes. È mio compito sapere ciò che gli altri non sanno.** (6 · ▲6 ▼0) — L'avventura del carbonchio azzurro (1892).
4. **La singolarità è quasi sempre un indizio.** (6 · ▲6 ▼0) — Il mistero della valle di Boscombe (1891).
5. **Conosci il mio metodo. Si fonda sull'osservazione delle inezie.** (5 · ▲5 ▼0) — Il mistero della valle di Boscombe (1891).
6. **Vedi, ma non osservi. La distinzione è chiara.** (3 · ▲5 ▼2) — Uno scandalo in Boemia (1891).
7. **"Vieni, Watson, vieni!" gridò. "La partita è in corso."** (2 · ▲3 ▼1) — L'avventura dell'Abbazia Grange (1904).
8. **Non c'è niente di più ingannevole di un fatto ovvio.** (1 · ▲3 ▼2) — Il mistero della valle di Boscombe (1891).
9. **È un errore capitale teorizzare prima di avere tutte le prove. Distorce il giudizio.** (1 · ▲3 ▼2) — Uno studio in rosso (1887).
10. **La vita è infinitamente più strana di qualsiasi cosa la mente umana possa inventare.** (1 · ▲2 ▼1) — Un caso di identità (1891).
11. **Naturalmente è una sciocchezza, ma non c'è niente di così importante come le sciocchezze.** (1 · ▲1 ▼0) — L'uomo dal labbro storto (1891).
12. **Non c'è niente di così innaturale come il luogo comune.** (0 · ▲1 ▼1) — Un caso di identità (1891).
13. **Sono un lettore onnivoro con una memoria stranamente trattenuta per le sciocchezze.** (0 · ▲1 ▼1) — L'avventura della criniera del leone (1926).
14. **Non posso vivere senza il lavoro del cervello. Cos'altro c'è per cui vivere?** (-1 · ▲1 ▼2) — Il segno dei quattro (1890).

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