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Le battute più feroci di Leo Longanesi

I primi 3 secondo 21 voti delle persone: La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta: Ho famiglia. · Buoni a nulla, ma capaci di tutto. · Se c'è una cosa che funziona in Italia è il disordine.. (Aggiornato 10 ago 2020.)

«Buoni a nulla, ma capaci di tutto», l'Italia che preferisce l'inaugurazione alla manutenzione e la bandiera con la scritta «Ho famiglia»: gli aforismi più citati di Leo Longanesi, dai taccuini di Parliamo dell'elefante e La sua signora, con la data in cui li annotò.

P. Rinaldi · · 18 elementi · 21 voti · 0 commenti

Primi 18

  1. 1

    La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta: Ho famiglia.

    Parliamo dell'elefante (Roma, 26 novembre 1945).

    ▲ 3 ▼ 0

    3
  2. 2

    Buoni a nulla, ma capaci di tutto.

    La sua signora, taccuino (Milano, 29 marzo 1955).

    ▲ 2 ▼ 0

    2
  3. 3

    Se c'è una cosa che funziona in Italia è il disordine.

    La sua signora, taccuino (Milano, 17 novembre 1955).

    ▲ 2 ▼ 0

    2
  4. 4

    Alla manutenzione, l'Italia preferisce l'inaugurazione.

    La sua signora, taccuino (Milano, 3 agosto 1955).

    ▲ 1 ▼ 0

    1
  5. 5

    Noi italiani vorremmo fare la rivoluzione col permesso dei carabinieri.

    Citata in Beppe Severgnini, La vita è un viaggio (2015), p. 27.

    ▲ 1 ▼ 0

    1
  6. 6

    In Italia, tutti sono estremisti per prudenza.

    La sua signora, taccuino (Milano, 19 febbraio 1956).

    ▲ 1 ▼ 0

    1
  7. 7

    Un vero giornalista: spiega benissimo quello che non sa.

    La sua signora, taccuino (Milano, 22 marzo 1957).

    ▲ 1 ▼ 0

    1
  8. 8

    Non è la libertà che manca; mancano gli uomini liberi.

    La sua signora, taccuino (Milano, 8 gennaio 1957).

    ▲ 1 ▼ 0

    1
  9. 9

    È meglio assumere un sottosegretariato che una responsabilità.

    Parliamo dell'elefante (Roma, 4 novembre 1944).

    ▲ 1 ▼ 0

    1
  10. 10

    L'italiano: totalitario in cucina, democratico in parlamento, cattolico a letto, comunista in fabbrica.

    La sua signora, taccuino (Milano, 11 agosto 1956).

    ▲ 1 ▼ 1

    0
  11. 11

    Tutte le rivoluzioni cominciano per strada e finiscono a tavola.

    Parliamo dell'elefante (27 maggio 1940).

    ▲ 1 ▼ 1

    0
  12. 12

    L'intellettuale è un signore che fa rilegare i libri che non ha letto.

    La sua signora, taccuino (Milano, 27 novembre 1955).

    ▲ 0 ▼ 0

    0
  13. 13

    Uno stupido è uno stupido. Due stupidi sono due stupidi. Diecimila stupidi sono una forza storica.

    Parliamo dell'elefante (15 dicembre 1938).

    ▲ 0 ▼ 0

    0
  14. 14

    Quando potremo dire tutta la verità, non la ricorderemo più.

    La sua signora, taccuino (Milano, 6 agosto 1957).

    ▲ 0 ▼ 0

    0
  15. 15

    Non si ha idea delle idee della gente senza idee.

    La sua signora, taccuino (Milano, 1° agosto 1956).

    ▲ 0 ▼ 1

    -1
  16. 16

    Quando suona il campanello della loro coscienza, fingono di non essere in casa.

    La sua signora, taccuino (Milano, 20 gennaio 1951).

    ▲ 0 ▼ 1

    -1
  17. 17

    Vissero infelici perché costava meno.

    Parliamo dell'elefante (15 marzo 1938).

    ▲ 0 ▼ 1

    -1
  18. 18

    Il napoletano non chiede l'elemosina, ve la suggerisce.

    Parliamo dell'elefante (Napoli, 11 novembre 1943).

    ▲ 0 ▼ 1

    -1

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