Le battute più famose di Totò
I primi 3 secondo 0 voti delle persone: Signori si nasce, e io lo nacqui, modestamente! · Ma mi faccia il piacere! · A prescindere!. (Aggiornato 29 dic 2021.)
Le frasi del Principe della risata, Antonio de Curtis (Napoli, 1898-1967), entrate nel parlato di tutti gli italiani, con il film o l'opera da cui vengono quando si sa. «A prescindere!»
Primi 12
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1
Signori si nasce, e io lo nacqui, modestamente!
Il suo motto, che dà anche il titolo al film «Signori si nasce» (1960).
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2
Ma mi faccia il piacere!
Il suo tormentone più celebre, per liquidare l'interlocutore.
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3
A prescindere!
Il suo intercalare preferito, usato a sproposito e diventato proverbiale.
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4
Siamo uomini o caporali?
Dal film omonimo del 1955: l'umanità divisa tra uomini e «caporali» prepotenti.
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5
Noio volevam savuar l'indiriss…
La scena del vigile in piazza del Duomo a Milano in «Totò, Peppino e la… malafemmina» (1956).
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6
Signorina, veniamo noi con questa mia addirvi una parola…
L'inizio della lettera sgrammaticata dettata a Peppino in «Totò, Peppino e la… malafemmina» (1956).
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7
E io pago!
Dal film «47 morto che parla» (1950), il barone avaro che deve sempre pagare.
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8
Ogni limite ha una pazienza.
Uno dei suoi proverbi rovesciati, al posto di «ogni pazienza ha un limite».
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9
Bazzecole, quisquilie, pinzillacchere!
Il suo modo di dire che una cosa non conta nulla.
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10
È la somma che fa il totale.
Una delle sue ovvietà dette con aria solenne.
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11
'A morte 'o ssaje ched'è?… è una livella.
Dalla poesia in napoletano «'A livella» (1964), sulla morte che rende tutti uguali.
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12
Parli come badi!
Uno dei suoi strafalcioni, al posto di «badi come parla».
Come è ordinata questa classifica? Con i voti delle persone: ogni ▲ aggiunge un punto e ogni ▼ ne toglie uno. Chiunque può votare e aggiungere ciò che manca.
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