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Le frasi più celebri di Pier Paolo Pasolini

I primi 3 secondo 87 voti delle persone: Per essere poeti, bisogna avere molto tempo. · Solo l'amare, solo il conoscere conta, non l'aver amato, non l'aver conosciuto. · Non illuderti: la passione non ottiene mai perdono.. (Aggiornato 17 feb 2026.)

«Io sono una forza del Passato», il corpo come terra non ancora colonizzata dal potere e il coraggio della verità in Italia: le frasi di Pier Paolo Pasolini più citate, dalle poesie agli Scritti corsari, con la fonte.

Alessia Lombardo · · 13 elementi · 87 voti · 0 commenti

Primi 13

  1. 1

    Per essere poeti, bisogna avere molto tempo.

    «Al principe», in La religione del mio tempo (1961).

    ▲ 9 ▼ 2

    7
  2. 2

    Solo l'amare, solo il conoscere conta, non l'aver amato, non l'aver conosciuto.

    «Il pianto della scavatrice», in Le ceneri di Gramsci (1957).

    ▲ 8 ▼ 1

    7
  3. 3

    Non illuderti: la passione non ottiene mai perdono.

    «A Chiaromonte», in La religione del mio tempo (1961).

    ▲ 8 ▼ 1

    7
  4. 4

    La solitudine: bisogna essere molto forti per amare la solitudine.

    «Versi del testamento», in Trasumanar e organizzar (1971).

    ▲ 7 ▼ 1

    6
  5. 5

    Il corpo: ecco una terra non ancora colonizzata dal potere.

    Saggi sulla politica e sulla società.

    ▲ 6 ▼ 0

    6
  6. 6

    Io sono una forza del Passato. Solo nella tradizione è il mio amore.

    Poesie mondane, in Poesia in forma di rosa (1964).

    ▲ 6 ▼ 1

    5
  7. 7

    Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.

    «Il romanzo delle stragi», in Scritti corsari (1975).

    ▲ 5 ▼ 0

    5
  8. 8

    Chi si scandalizza è sempre banale: ma, aggiungo, è anche sempre male informato.

    Lettere luterane (1976).

    ▲ 5 ▼ 0

    5
  9. 9

    L'amore infine è aridità.

    «Lingua», in L'usignolo della Chiesa Cattolica (1958).

    ▲ 4 ▼ 0

    4
  10. 10

    Ma naturalmente per capire i cambiamenti della gente, bisogna amarla.

    «L'articolo delle lucciole», in Scritti corsari (1975).

    ▲ 4 ▼ 1

    3
  11. 11

    La volgarità è il momento di pieno rigoglio del conformismo.

    La Divina Mimesis (1975).

    ▲ 4 ▼ 1

    3
  12. 12

    Io so questo: che chi pretende la libertà, poi non sa cosa farsene.

    Il caos, rubrica su «Tempo» (1968).

    ▲ 6 ▼ 4

    2
  13. 13

    Odiamo il conformismo degli altri perché è questo che ci trattiene dall'interessarci al nostro.

    La Divina Mimesis (1975).

    ▲ 2 ▼ 1

    1

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