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Le frasi più citate di Sylvia Plath

I primi 3 secondo 244 voti delle persone: Feci un respiro profondo e ascoltai il vecchio vanto del mio cuore: io sono, io sono, io sono. · Se non ti aspetti niente da qualcuno, non resti mai delusa. · Lo zampillo di sangue è poesia, non c'è modo di fermarlo.. (Aggiornato 22 giu 2021.)

«Io sono, io sono, io sono», il bagno caldo che cura quasi tutto e «lo zampillo di sangue è poesia»: le frasi più citate di Sylvia Plath, da La campana di vetro, Ariel e i diari, con la fonte.

dealhunter_queenstown · · 13 elementi · 244 voti · 1 commento

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Primi 13

  1. 1

    Feci un respiro profondo e ascoltai il vecchio vanto del mio cuore: io sono, io sono, io sono.

    La campana di vetro (1963), cap. 20.

    ▲ 23 ▼ 3

    20
  2. 2

    Se non ti aspetti niente da qualcuno, non resti mai delusa.

    La campana di vetro (1963), cap. 5.

    ▲ 20 ▼ 2

    18
  3. 3

    Lo zampillo di sangue è poesia, non c'è modo di fermarlo.

    Poesia «Kindness», in Ariel (1965).

    ▲ 18 ▼ 0

    18
  4. 4

    Se essere nevrotica significa volere contemporaneamente due cose che si escludono, allora sono nevrotica da morire.

    La campana di vetro (1963), cap. 8.

    ▲ 18 ▼ 3

    15
  5. 5

    Dalla cenere mi sollevo con i miei capelli rossi e divoro uomini come aria.

    Poesia «Lady Lazarus», in Ariel (1965).

    ▲ 18 ▼ 3

    15
  6. 6

    Ci saranno parecchie cose che un bagno caldo non cura, ma io non ne conosco molte.

    La campana di vetro (1963), cap. 2.

    ▲ 18 ▼ 4

    14
  7. 7

    La perfezione è terribile, non può avere figli.

    Poesia «The Munich Mannequins», in Ariel (1965).

    ▲ 17 ▼ 4

    13
  8. 8

    …sarei stata seduta sotto la stessa campana di vetro, a macerare nella mia aria acida.

    La campana di vetro (1963), cap. 15.

    ▲ 14 ▼ 3

    11
  9. 9

    Ci dovrebbe essere, pensai, un rito per chi nasce due volte: rattoppata, rigenerata e omologata per la strada.

    La campana di vetro (1963), cap. 20.

    ▲ 14 ▼ 5

    9
  10. 10

    L'astratto uccide, il concreto salva.

    Diari, 7 gennaio 1959.

    ▲ 13 ▼ 5

    8
  11. 11

    Sono fatta, crudamente, per il successo.

    Diari, 22 aprile 1958.

    ▲ 9 ▼ 2

    7
  12. 12

    Forse quando ci scopriamo a volere tutto è perché siamo pericolosamente vicini a non volere niente.

    Bozza di lettera a Richard Sassoon (dicembre 1955).

    ▲ 11 ▼ 6

    5
  13. 13

    Chiudo gli occhi e il mondo intero cade morto; alzo le palpebre e tutto rinasce.

    Poesia «Mad Girl's Love Song» (1953).

    ▲ 6 ▼ 5

    1

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Commenti (1)

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Trevor Harper · English

"I am, I am, I am" at the end of The Bell Jar is one of the most hopeful lines I've ever read. Glad it's number one.

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